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Si tratta di uno studio pubblicato per la prima volta negli U.S.A. nel 1978 ed, in Italia, presso
la casa editrice Bollati Boringhieri, nel 1991. Il volume, tradotto in numerose lingue,
e' stato accolto con grande interesse ed ha suscitato un vivace dibattito internazionale sulle
tesi in esso espresse. Viene ripubblicato da Feltrinelli con l'aggiunta di una post-fazione
dell'autore del 1994 in cui si tenta un bilancio delle accoglienze al libro e sono forniti
alcuni chiarimenti o risposte rispetto ai recensori.
L'autore si e' proposto di analizzare i piu' importanti studi europei sull'Oriente degli ultimi
secoli e di vedere come tramite essi si sia formata una disciplina, l'orientalismo per l'appunto,
che ha trattato il proprio oggetto di studio uniformando civilta' cosi' diverse come quella
araba, quella indiana e quella cinese.
L'orientalismo ha appiattito civilta' diverse, generalizzandone talune caratteristiche e non
tenendo conto ne' delle diversita' ne', all'interno di una singola civilta', come, ad esempio,
quella mussulmana, delle sfaccettature o dei punti di vista dei rappresentati.
Ignorato da Gramsci e da Foucault Said passa in rassegna alcuni tra i piu' notevoli studi,
francesi ed inglesi, sul Medio Oriente e di queste si serve per denunciare il razzismo
implicito degli europei nonche' la loro genericita' nell'affrontare un argomento cosi'
esteso.
L'analisi di Said e' accurata ed approfondita ed essa appare convincente nelle
argomentazioni e nel tono e leggerla rappresenta veramente un'esperienza
conoscitiva di grande originalita' e vitalita'.
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