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La copertina di questo romanzo breve riporta i favorevoli commenti sull'opera di
celebrita' internazionali quali Oliver Sacks e George Steiner.
Con simile presentazioni la lettura non potra' non rivelarsi interessante ed
infatti e' proprio cosi. Innanzitutto perche' i protagonisti ed i temi presenti
nell'opera sono quelli della matematica. Infatti si parte da un problema insoluto
della matematica, quello espresso dalla congettura del titolo e cioe' che ogni
numero pari o maggiore di due e' la somma di due numeri primi.
Attorno a questo ruota il rapporto tra un nipote e lo zio Petros del titolo che ha
dedicato una buona parte della sua vita giovanile al tentativo di trovare una regola
generale che ne dimostrasse la validita'.
Lo zio Peters, promessa giovanile della matematica a livello mondiale, ha speso la
parte migliore della sua vita nel tentativo di risolvere il problema senza tuttavia
riuscirvi.
Via via nel romanzo egli fa la conoscenza dei grandi matematici del secolo come Hardy,
Littlewood, Godel, Turing con le loro teorie, i loro caratteri e idiodincresie.
Zio Petros, dopo aver tentato in tutti i modi di riuscire nel suo tentativo, rinuncia alla
matematica, torna in Grecia e si dedichera' da dilettante di genio agli scacchi vivendo
di rendita finche' un suo nipote, anch'egli matematico, lo mettera' di fronte alla sua
vita e lo invitera' a riconsiderare tutto.
Cosa accadra'?
La lettura e' coinvolgente e stimolante e puo' persino servire ad una sorta di breve introduzione alla
matematica del 900. Difficilmente ci si dimentichera' dello zio Pedros e delle sue
ossessioni.
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