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La conoscenza di questo grande scrittore e' avvenuta in Italia solo negli ultimi anni mentre il
suo capolavoro, col titolo originario di Blood Meridian, e' del 1985.
Harold Bloom ed altri autorevoli critici paragonano l'autore a Melville o a Faulkner e lo considerano
un classico vivente. Si puo' dire che in questo romanzo si propone in chiave western il tema del conflitto tra il
bene ed il male; quest'ultimo rappresentato da una tribu' di feroci indiani inseguiti da
un gruppo di cacciatori di scalpi malvagi e sbandati guidati da un improbabile giudice
novello capitano Achab.
Il paesaggio descritto magistralmente e' quello tra il Texas ed il Messico con i suoi
bianchi e messicani miserabili abitanti di paesi e villaggi tanto derelitti quanto
squallidi.
Non mancano gli episodi di violenza in questa epopea del male e del nulla scritta
con frasi taglienti che richiamano alla memoria, forse, quelli di Heminguay.
Il romanzo puo' essere considerato persino di formazione perche' tutte le avventure sono
vissute e descritte dal punto di vista di un ragazzo quattordicenne in qualche modo
parente stretto dei protagonisti dei libri della "Trilogia della frontiera": "Cavalli selvaggi" e
"Oltre la frontiera".
Il protagonista affronta lunghe marce, battaglie, sbronze, imboscate fino a ..........
Da non perdere.
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